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lunedì 29 dicembre 2014

L'aquila che si credeva un pollo

Un uomo trovò un uovo d'aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L'uovo si schiuse contemporaneamente a quelli della covata e l'aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l'aquilotto fece quel che facevano i polli nel cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni e l'aquila divenne molto vecchia.
Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d'aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. "Chi è quello?", chiese. "E' l'aquila, il re degli uccelli", rispose il suo vicino. "Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli".
E così l'aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.



Tratto da:
"Messaggio per un’aquila che si crede un pollo" di Anthony De Mello

 

 

giovedì 4 luglio 2013

Lascia che la musica ti tocchi






Concentrati sulla musica e prova a sentire come la musica entra nel tuo corpo. Poni tutta l'attenzione su questo. Forse riuscirai persino a sentire che certe parti di te rispondono alla musica.Se ci riesci,una parte di te viene toccata.Cosa succede alle altre parti? E diventa anche consapevole di tutto quello che provi sulla tua pelle quando c'è la musica intorno a te e dentro di te.

Trova qualche posto dove puoi iniziare a respirare a ritmo.
Semplicemente focalizzati sul respiro non spingerlo,non tirarlo.Sii soltanto consapevole del ritmo e accorda la consapevolezza  del ritmo del tuo respiro a come "senti" la musica.

E ora permettiti di dare un messaggio di apprezzamento a te stesso.Vedi come ti suona quando dici nel profondo di te: "Io mi apprezzo,io mi amo." Torna alla prima volta in cui hai fatto questo.Vedi se questa volta sembra diverso,forse più ampio,più profondo e più ricco di energia.
Forse cominci ad accettare l'idea che,quando aumenti l'amore nei tuoi confronti,non devi più sminuire gli altri o proiettarti sugli altri.
Non devi nemmeno mandar via gli altri perché, quando diventi più forte dentro,diventi anche più creativo nel trattare qualunque cosa al di fuori di te.





Tratto da:
"Meditazioni di Virginia Satir"

martedì 24 luglio 2012

Peculiarità del Counseling


Cos'è il Counseling? Quanti incontri prevede?
In questa intervista  Enrichetta Spalletta ,Counselor e Psicoterapeuta ASPIC , delinea la figura del Counselor e i suoi ambiti di intervento andando a definire le caratteristiche e i confini.

lunedì 19 marzo 2012

Attenti a quei due

Quante volte ci capita di non sapere proprio cosa rispondere a una richiesta?
Accetto o rifiuto? Come faccio a decidere? 
Faccio questo piacere a questa persona? Accetto questa proposta?

Mille domande che in poco tempo ci passano per la testa e una soluzione che invece non arriva.
E' bello sapere aiutare gli altri e scegliere di farlo è una cosa che ci può far stare bene e dare grande soddisfazione. Ma è altrettanto importante saper dire "No" quando è il momento giusto e soprattutto quando è quello che vogliamo.


A volte molti ostacoli, che nascono prevalentemente dalle nostre paure e dalle nostre abitudini, ci fanno scegliere un atteggiamento meno assertivo ( l'assertività è una capacità relazionale che ci permette di riconoscere le nostre emozioni e i nostri bisogni sapendoli comunicare agli altri nel rispetto reciproco ).

La persona assertiva non è accondiscendente né molto oppositiva ma cerca onestamente di dire ciò che pensa e sente e nel fare questo ha ben presenti le sue necessità e le sue priorità.
Dire "No" è difficile perché molte volte rappresenta dentro di noi un chiaro messaggio di rifiuto o di scortesia.

Perché, anche quando non vogliamo, accettiamo e diciamo "Si" anziché "No"?
  • abbiamo paura del giudizio dell'altro
  • pensiamo che dire no ci farà sembrare scortesi
  • abbiamo paura di perdere le persone alle quali rivolgiamo il nostro"No"
  • o di perdere la posizione lavorativa
  • oppure sentiamo di non averne il diritto

 Fare delle cose verso gli altri senza porsi dei limiti ci farà sentire invasi, poco attenti alle nostre necessità e tutto questo non ci farà essere delle persone chiare.


Svantaggi del dire sempre di “Si”

  • Ci sentiamo insoddisfatti delle nostre relazioni
  • Si rinuncia alla propria vita personale
  • Ci stressiamo fortemente
  • Ci si carica di troppe responsabilità
  • Non si è veramente se stessi
  • Possiamo apparire falsi agli occhi degli altri
         
Le persone che invece dicono sempre "No" in modo aggressivo, senza farsi tanti problemi e senza delle motivazioni valide non tengono conto dei diritti dell'altro e finiscono per creare intorno a sé un ambiente avverso, stressante e non piacevole.


Quindi come possiamo dire "No" assertivamente? Possiamo iniziare ricordandoci bene questi suggerimenti:
(Fonte: "L'assertività" Giusti-Testi)

  1. Inizia a rispondere con un chiaro "No" .
  2. Non ti scusare o giustificare, fornisci solo le tue ragioni.
  3. Ricorda che hai il diritto di dire "No" .
  4. Dopo il rifiuto vai via o cambia argomento: non aspettare di essere persuaso a cambiare idea.
  5. Se devi ancora decidere cosa rispondere, chiedi maggiori informazioni riguardo alla richiesta che ti viene fatta.
  6. Riconosci quando sei insicuro e hai bisogno per riflettere.
  7. Riconosci a te stesso il diritto di chiedere tempo per pensare, prima di concordare, di non concordare o di prendere decisioni.
  8. Riconosci quanto realmente vuoi tornare sulle tue decisioni.
  9. Riconosci a te stesso il diritto assertivo: " Ho il diritto di riflettere e cambiare idea".
  10. Cambia opinione. Ad esempio: " So che ero d ' accordo all ' inizio del progetto in settembre, ma ora mi rendo conto di sentirmi eccessivamente pressato all' idea (auto-apertura) e preferirei cominciare in ottobre".
  11. Sii chiaro e specifico. Ad esempio: "Non sono sicuro. Mi piacerebbe rifletterci. Ti chiamerò martedì pomeriggio per farti sapere".





   

lunedì 24 ottobre 2011

Cosa significa accogliere?

Quante volte abbiamo sentito parlare di accoglienza o quante volte abbiamo usato noi questa parola.
Vi siete mai chiesti cosa significa veramente “accogliere” qualcuno?
Potete immaginare un comportamento che vi fa sentire accolti? O vi viene in mente una persona che vi ha fatto sentire così ?
Accogliere vuol dire prima di tutto avere profondo interesse per l’altro per la sua umanità, le sue idee , per la sua unicità come essere umano .
Accogliere significa non giudicare, non porre condizioni alla persona ma accettarla così com’è.

Il Counselor non giudica, accetta l’altro nel suo vissuto, nelle sue problematiche e pone un attento ascolto a quello che la persona dice.
Infatti il secondo passo fondamentale nell’ accoglienza è l’ascolto attivo partecipe e sincero.
Ti ascolto per capire la tua storia, la tua vita, la persona che sei.
Non si ascolta solo con le orecchie ma soprattutto con la mente e il cuore.
Solo così si può accogliere chi parla.



(Immagine dal web)